‘Fake news’ o bufale?

Cosa sono e come si diffondono

Il mese scorso mi è arrivata una foto un su Whatsapp, era uno screenshot di uno dei più importanti siti di informazione metereologica italiano. Nel testo era specificato che l’indomani le scuole non sarebbero state aperte per l’allerta meteo prevista il giorno dopo nel comune. Dunque niente nido per le gemelle. Il messaggio stava girando fra tutti i gruppi di classe dei genitori. L’autorevolezza del sito portava a credere che la notizia fosse vera. Ma non avevo sentito parlare prima nè di allerta nè di chiusura delle scuole, in nessun canale. La notizia non era presente nemmeno nella sezione dedicata ai comunicati stampa sul sito del comune che, da parte sua, non tardò a pubblicare una smentita su Facebook. Che era successo? Era stato ripreso un vecchio comunicato cambiando la data da 12 novembre a 12 dicembre.

Cos’è una ‘fake news’? In Italia la conosciamo più comunemente con il nome di bufala. Sono notizie false, che abbiamo più o meno attinenza con la realtà, inventate, false o distorte. Non vi è mai capitato di leggere su un social una notizia eclatante? La voglia di condividerla diventa irrefrenabile. Dobbiamo però fermarci un attimo a riflettere: non tutto quello che gira su internet è veritiero. Purtroppo ci sono persone che pubblicano notizie non vere per gli scopi più disparati e si diffondo in maniera virale in ogni canale di comunicazione. Dalla piattaforma sulla quale vengono pubblicate vengono condivise dai social e dai servizi di messaggistica istantanea. Ovviamente siamo indotti a credere che si tratti di una notizia autentica, ma invece la fonte non è affatto attendibile.

Ovviamente lo scopo principale di chi scrive una fake news spesso è puramente economico: più alta sarà la visibilità dell’articolo, e quindi i click sul sito, maggiori saranno i guadagni del portale. Ma il potere di disinformazione e di allarmismo che possiede una bufala diffusa on line non ha misura.

Nel caso ne sia coinvolta un’azienda, uno strumento importantissimo per risulta l’ufficio stampa, con professionisti del settore comunicazione che possano contrastare il diffondersi delle notizie e rettificare in tempo i contenuti distorti. Ma non solo. Il messaggio potrebbe essere affidato anche ad influencers che possano smentire le bufale del caso.Dobbiamo stare molto attenti a quello che leggiamo e a quello che condividiamo quando scorriamo la time line di un social.

 

 

 

Eleonora Scheggi

Da anni aiuto le piccole attività e i liberi professionisti a dare voce alla loro attività portandole per mano nel loro percorso. Ogni giorno studio per rimanere aggiornata sulle novità social del momento e offrire sempre il meglio ai miei clienti.

La mia storia con la comunicazione comincia nel 2013, quando fui contatta da un quotidiano della provincia di Grosseto per propormi una collaborazione come corrispondente. Cominciò una delle esperienze più importanti della mia vita che mi portò nel 2015 a conseguire il tesserino da giornalista pubblicista e ottenere l’iscrizione all’albo toscano. Capì che ogni messaggio ha valore se si trova nel giusto canale e con il linguaggio adatto.

Nel 2017 sono arrivate le prima richieste come libero professionista ed ho aperto un nuovo capitolo della mia storia scegliendo di investire in un territorio in cui credo fortemente: la Maremma.

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